La scuola navale militare “Francesco Morosini”

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Nel 1937 sull’isola di S. Elena, ultima propaggine di Venezia, venne inaugurato il complesso di edifici destinati ad ospitare un’istituzione nuova: il “Collegio Navale della G.I.L.”, che aveva il compito di preparare i giovani al servizio nella Regia Marina. Con la chiusura del Collegio Navale, avvenuta nel 1945 in seguito al trattato di pace che imponeva all’Italia un solo collegio militare oltre alle accademie, gli edifici vennero destinati a scuole per i sottufficiali della Marina Militare sino al 1960. Vennero pure chiusi il collegio navale di Brindisi e i collegi militari di Roma e Milano. Fu risparmiata la scuola militare “Nunziatella” di Napoli, essendo quella di più antiche tradizioni. Il 2 ottobre 1961, nello stesso edificio all’estremità orientale dell’isola di S. Elena dove si erano avvicendate negli ultimi anni alcune generazioni di allievi, facenti parte sia del collegio navale dell’anteguerra, sia delle scuole sottufficiali, la Marina Militare ha istituito il Collegio Navale con lo scopo preminente di suscitare nei giovani l’interesse per la vita sul mare, orientandoli verso le attività ad esso connesse. Compito fondamentale è di dare ai giovani una solida base culturale, una profonda educazione civica, un sano amor di Patria ed attaccamento alle Istituzioni: fare quindi di essi prima e soprattutto dei buoni cittadini e uomini retti. Il rinato collegio navale è stato intitolato, in omaggio a Venezia, a Francesco Morosini, grande ammiraglio e stratega della Repubblica Veneta che si distinse nel ‘600 nella guerra di Candia contro l’Impero Ottomano. Dal 5 gennaio 1998 il collegio navale è diventato scuola navale militare. Dall’anno scolastico 2001/2002, con il nuovo ordinamento istituzionale, gli allievi hanno assunto, a tutti gli effetti, lo “status” di militari; il comandante della scuola è anche il dirigente scolastico dell’istituto ed i professori vengono scelti con un concorso nazionale per titoli. I corsi di studio attivi presso la scuola navale “Francesco Morosini” sono ad indirizzo classico e scientifico. Gli allievi della scuola, una volta superato l’esame di stato, possono perciò intraprendere la carriera più rispondente alle loro aspirazioni ed attitudini. Le conoscenze e competenze di carattere marinaresco acquisite nella scuola, in aggiunta ai normali programmi di studio, entreranno in ogni caso a far utile del loro bagaglio di esperienza e cultura.

Il primo giuramento solenne degli allievi si è svolto in piazza San Marco il 4 maggio 2002 in concomitanza con la celebrazione del quarantennale dell’istituto.

FRANCESCO MOROSINI

Nato nel 1619, discendente da antica e nobile famiglia veneta, entrò giovanissimo nel servizio militare e rimase imbarcato per più di vent’anni, durante i quali partecipò, segnalandosi per il valore, a tutte le operazioni belliche della Serenissima. Fu dapprima, per tre anni, “Nobile di Galea” e operò lungo le coste albanesi contro i pirati che infestavano l’Adriatico; nel 1639, poco più che ventenne, fu promosso “Sopracomito” (comandante di galea). Durante la guerra di Candia (1646) divenne “Governatore” (comandante) di una galeazza, quindi fu “Capitano del Golfo”, Nel 1652 fu nominato “Provveditore dell’Armata Veneta” e nel 1656 “Procuratore Generale di Candia”. Quarantenne, ebbe il Comando in Capo della Flotta con la nomina a “Capitano Generale”; con le poche navi a disposizione riuscì a distruggere alcune fortezze dei minacciosi Turchi. Nel 1687 l’Armata Veneta espugnò il Pireo e conquistò Atene, il cui simbolo architettonico, il Partenone, era stato distrutto dalle cannonate dell’alleato conte svedese di Koenigsmark. Di questa operazione, comunque, il Morosini si assunse, in qualità di comandante della flotta, la piena responsabilità. La vittoria gli fruttò il titolo di “Peleponnesiaco” ed il Senato di Venezia gli riconobbe i grandi meriti di patriota con una targa posta nella sala dei Dieci, ancor prima che fosse eletto doge.

Il 3 aprile 1688, in seguito alla morte del doge, Francesco Morosini fu eletto suo successore con un unico scrutinio. Il sigillo ed il corno ducale gli furono consegnati a Egina dove il neo doge si trovava per operazioni militari. Tutto ciò costituì un fatto  eccezionale nella storia della Serenissima, giacché non era mai accaduto che un capo della flotta impegnata in guerra fosse eletto Doge e mantenesse, su ordine del Senato, il comando. Nel 1689 il Morosini, colpito da una malattia in età ormai avanzata, chiese ed ottenne di lasciare il Comando Supremo e tornò a Venezia con onori trionfali. Dal suo ritiro di Marocco, dove aveva stabilito la propria dimora, pur governando la città, lo tolse nel 1693 la necessità di recuperare alla Serenissima alcune fortezze passate ai Turchi. Portata a termine con successo anche questa impresa, riacutizzatasi la malattia, presago dell’imminente fine inviò al Senato e al Popolo veneto il seguente messaggio:

“Ci dispiace di non aver potuto fare di più nel servizio alla patria e quanto di più essa meritasse”.

Morì  a  Nauplia il 6 gennaio 1694, dove furono sepolti il suo cuore e le viscere; il corpo fu traslato a Venezia e tumulato nella chiesa di Santo Stefano

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