La nascita della “Preghiera del Marinaio”

di Gabriele Giorni

Questa storia ha inizio nel lontano 13 maggio 1901 quando il Regio Incrociatore Corazzato “Giuseppe Garibaldi” (che sostituiva la fregata ex “Borbona” della Marina Siciliana Garibaldina) entra a far parte della Forza Navale del Mediterraneo.

Il 23 febbraio 1902 il “Garibaldi, al comando del CV Giovan Battista Viotti, è ormeggiato al Molo Ciano di Genova per ricevere la bandiera di combattimento. Era Comandante in 2^ il CF Gregorio Ronca che, da fervente cattolico, pensò anche alle necessità spirituali del suo equipaggio e ritenne necessario che fosse scritta una preghiera redatta in termini più militari che ecclesiastici e che potesse essere letta anche da un ufficiale senza che venisse menomata la sua figura di soldato e di conduttore di uomini.

Il Comandante Ronca aveva avuto modo di esternare tale pensiero alla sua amica Marchesa Pallavicini Barraco (nobildonna livornese) che fece da intermediaria con il Vescovo di Cremona Monsignor Geremia Bonomelli che, passata la richiesta a “un credente e patriota modello”, lo scrittore Antonio Fogazzaro, ne ebbe, appena tre giorni dopo, quella “Preghiera Vespertina per gli equipaggi della Regia Maria da guerra” (riveduta nel titolo dal Monsignore in “Preghiera del mattino e della sera per gli equipaggi della Regia Marina da guerra”) che è giunta fino a noi.

Monsignor Bonomelli, invitato a presiedere la parte religiosa della cerimonia, benedisse la Bandiera donata da un comitato di donne genovesi – presieduto dalla signora Maria Giudice Bettolo – e un ricco labaro, dono della Marchesa Pallavicini, sul quale erano ricamate in oro le parole della preghiera divenuta poi – come si legge nelle pubblicazioni dell’Ufficio Storico della Marina – la preghiera di tutte le navi dell’Armata sulle quali il Ministro della Marina ne aveva disposto l’affissione e ne venne autorizzata l’esecuzione in navigazione quando l’equipaggio veniva riunito a poppa per l’ammaina bandiera.

Si rileva che il titolo modificato non fu l’unico mutamento subito nel corso del tempo dall’iniziale “Preghiera Vespertina”. Al primo testo del Fogazzaro che faceva riferimento al Re (“Salva ed esalta il Re”), a causa dei posteriori mutamenti politici, ne successe un altro con riferimento al Duce (“Salvaci il Duce”), che riportava il nuovo stemma con fascio littorio al posto di quello Sabaudo. Nel giugno 1946 avvenne l’ultimo significativo cambiamento: la Regia Marina divenne Marina Militare, venne soppressa la dicitura “Salva ed esalta il Re”, al posto dello stemma Sabaudo venne impresso lo stemma della Marina Militare Italiana.

Per concludere si riporta il testo originale del Fogazzaro ed in rosso le varianti succedute nel tempo.

Preghiera vespertina per gli equipaggi della Regia Marina da guerra

A Te, o grande eterno Iddio, Signore del cielo e dell’abisso, cui obbediscono i venti e le onde, noi uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Soldati d’Italia, da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori!

Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione; salva ed esalta il Re; dà giusta gloria e potenza alla nostra Bandiera, comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei; poni sul nemico il terrore di lei; fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro, più forti del ferro che cinge questa nave; a lei per sempre dona vittoria!

Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti; benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che per esso vegliamo in armi sul mare.

Benedici!

Antonio FOGAZZARO 1902

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