La lampadina

di Santi Maimone


Ero l’unico elettricista di bordo, gli altri erano “girobussolisti”. si fulmina la lampadina di segnalazione aerea dell’unico albero del dragamine classe 500.
Mi arrampico per sostituirla, poggiando i piedi sui pioli dell’albero lunghi appena cinque centimetri circa e, aggrappandomi con tutte e due le mani, peggio di un alpinista e con la lampadina in bocca, arrivo in cima vincendo il rollio che lassù si decuplicava rispetto alla “coperta” che sembrava mi aspettasse per abbracciarmi.
La salsedine aveva indurito la gabbietta metallica di protezione e creato ossido nella filettatura del vetro. Ce la feci a togliere il vetro, aggrappato come “cita”, la scimmia di Tarzan e, sostituendo la lampadina, scesi dondolando, allo stesso modo come salii.
Meno male, non si bruciò più fino alla fine della mia “ferma”.

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