La bandiera di combattimento

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

La consegna della Bandiera di Combattimento ad ogni nave militare è stata istituita con Regio Decreto del 1904. Essa è il simbolo dell’onore della nostra Marina, delle sue tradizioni, della storia e del ricordo dei caduti in mare ed impegna ogni marinaio a difenderla fino all’estremo sacrificio. Dinanzi alla Bandiera di Combattimento ogni marinaio presta il suo giuramento di fedeltà alla patria.
La consegna della Bandiera di Combattimento ad una nave che si appresta a vivere la sua vita operativa costituisce per essa, per il suo Comandante e per l’equipaggio, un impegno solenne da adempiere sempre, con disciplina ed onore, tutti i compiti che le saranno assegnati.
Proprio per il suo grande valore simbolico, la bandiera di Combattimento è realizzata in seta o tessuto di pregiata qualità, decorata con ricami particolari. E’ consegnata al Comandante che per l’intera vita operativa della nave ne curerà la custodia e la gestione. Nel riceverla, tutto l’equipaggio rinnova con orgoglio e fierezza quello che fu, per ognuno, il solenne giuramento di fedeltà alla Patria ed alle Istituzioni, voto di dedizione alla difesa dei valori etico – morali propri della tradizione marinara.
Per l’intera vita operativa della nave, la Bandiera di Combattimento è custodita a bordo, in uno scrigno di pregio, nella cabina del Comandante. Essa sarà sempre issata in combattimento e nelle grandi solennità come, ad esempio, in occasione di riviste navali o quando il Presidente della Repubblica è a bordo.
Quando le navi passano in riserva, la Bandiera di Combattimento viene consegnata al Museo Storico delle bandiere militari del Vittoriano a Roma.

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