Athos Fraternale asso di BETASOM

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Athos Fraternale nasce ad Ancona il 15 agosto 1909 da famiglia benestante (il padre Amilcare è Ispettore Generale nelle Regie Ferrovie mentre la madre, Vittoria Vanni, si occupa della sua educazione). Fin da giovane viene messo a dura prova del destino. La prima volta fu quando perse la mamma a causa di una malattia. Per lui fu un duro colpo. Si rese subito conto di dover contare solo sulle proprie forze. Athos Fraternale aveva un sogno nel cassetto quello di diventare un marinaio. Sogno che si materializzò dopo il liceo superando brillantemente il concorso che gli permise di frequentare, per la ferma di  quattro anni, l’Accademia Navale di Livorno dal 19 ottobre 1925. Durante questo periodo partecipò alle varie crociere estive (Nave Ferruccio, Nave Vespucci, Nave Pisa, NaveColombo). Nominato Guardiamarina il 1° luglio 1930 iniziò la sua lunga esperienza di bordo (Nave Trento, Nave Cesare, Nave Vivaldi, Sommergibile Tricheco, Nave Rubino, Nave Naide, Nave Corridoni, Nave Sciesa) che lo porterà, il 7 luglio 1939, ad essere destinato sul sommergibile Cappellini in qualità di Ufficiale in 2^.

Il 15 settembre 1934 si sposa con Niccolina Rosati che gli darà la gioia di due figli: Roberto e Marcello ma la loro unione finisce presto a seguito di dissidi insanabili. Quest’evento creerà un legame viscerale con la Regia Marina di cui Athos Fraternale ha sinceri sentimenti di attaccamento agli ideali di allora.

Per conoscere meglio l’operato e la figura di Athos Fraternale è necessario parlare di sommergibili e di BETASOM.

Durante la seconda guerra mondiale, in appoggio alla Germania nazista, fu creata la base navale a Bordeaux, sulla costa atlantica meridionale, dal nome in codice BETASOM. Questa base rappresenta un periodo epico sul quale si riverserà l’attenzione di parte degli episodi che Athos Fraternale e altri eroici (Todaro, Gazzana Piaroggia, Fecia di Cossato, Longanesi Cattani, Olivieri, De Giacomo ed altri) con i loro equipaggi resero alla Patria affondando tonnellate e tonnellate di naviglio nemico. Il nome BETASOM era un acronimo ottenuto dall’unione della prima lettera della parola «Bordeaux» – espressa con il nome della lettera dell’alfabeto greco equivalente dal punto di vista  fonetico («beta») – e la prima sillaba della parola «sommergibile».

La base era costituita da due darsene intercomunicanti attraverso una chiusa. Inoltre, la presenza di bacini di carenaggio rendeva possibile la messa a secco degli scafi per le necessarie operazioni di revisione e riparazione. Il personale era alloggiato in apposite casermette ottenute dalla conversione di alcuni magazzini.

Nel periodo della sua esistenza la base accolse una trentina di battelli della Regia Marina (dall’autunno 1940 all’8 settembre 1943, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile), infatti solo una quarantina degli oltre cento sommergibili della flotta italiana erano adatti alle crociere oceaniche. Una prima flotta di 27 battelli fu trasferita nell’autunno del 1940 (Malaspina, Tazzoli, Calvi, Finzi, Bagnolini, Giuliani (che fu distaccato per un certo periodo a  Gdynia, all’epoca chiamata Gotenhafen, nel mar Baltico, presso la scuola per sommergibilisti italiani), Tarantini, Marconi, Da Vinci, Torelli, Baracca, Marcello, Dandolo, Mocenigo, Veniero, Barbarigo, Nani, Morosini, Emo, Faà di Bruno, Cappellini, Bianchi, Brin, Glauco, Otaria, Argo, Velella). Un ulteriore sommergibile, il Cagni, fu trasferito a BETASOM nel 1942-1943, non appena ne fu completato l’allestimento.

Per raggiungere l’Atlantico, tutti i sottomarini italiani furono costretti ad attraversare lo stretto di Gibilterra, dov’era – ed è tuttora – situata una grande base navale della Royal Navy.  Il passaggio non fu esente da difficoltà, anche a causa delle correnti marine, ma avvenne senza incidenti. Successivamente, furono integrati nella flotta altri quattro sommergibili (Archimede, Perla, Guglielmotti e Ferraris) provenienti dall’Africa Orientale Italiana. In vista dell’imminente caduta dell’Eritrea (che ospitava l’importante base navale di Massaua) si decise, infatti, di evacuare tutto ciò che rimaneva della componente subacquea della marina “coloniale”, in modo da non farla cadere in mani inglesi. Questi battelli raggiunsero BETASOM circumnavigando l’Africa con l’ausilio della nave tedesca Atlantis, che si occupò del rifornimento in alto mare delle quattro unità.

I sommergibili italiani svolsero la prima fase del loro ciclo operativo nell’Atlantico Settentrionale e, successivamente, nella zona equatoriale. Dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti, svolsero alcune crociere anche presso le coste nord-americane.

Nel luglio-agosto 1941, a causa dell’andamento negativo della guerra nel Mediterraneo, fu ordinato il rientro di una decina di battelli (Perla, Guglielmotti, Brin, Argo, Velella, Dandolo, Emo, Otaria, Mocenigo, Veniero e Glauco). Questa volta, il passaggio attraverso Gibilterra comportò la perdita di un sottomarino, il Glauco. A partire dal 1943, alcuni sottomarini italiani vennero utilizzati per operazioni di trasporto di materie prime dall’Europa al Giappone.

Questo ampio excursus storico ci fa comprendere meglio il ruolo di BETASOM e dell’operato dei sommergibilisti di cui Athos Fraternale fece  parte conquistando in mare due appellativi che lo accompagnarono per tutta la sua vita.

Il primo appellativo fu “Terzo asso di Betasom” per aver affondato 35606 Tsl. di naviglio nemico e più precisamente:

–         Ruppert de Larrinaga (GB);

–         Lady Sommers (GB);

–         Stangarth (GB)

–         Oscilla (NL);

–         Poder Bogen (GB)

Il secondo appellativo, in relazione al suo nome di battessimo ed al suo aspetto fu “Il Moschettiere” dell’Atlantico.

Ma andiamo per ordine e torniamo alla prima parte della carriera di Athos Fraternale e cioè quella fino al termine del 2° conflitto mondiale.

Come precedentemente riportato, l’enorme esperienza accumulata in servizio lo porterà ad essere imbarcato da Tenente di Vascello, in qualità di Ufficiale in 2^,  sul sommergibile Cappellini di Salvatore Todaro, il “gentiluomo” dei sommergibilisti.

Lo stretto legame che si creerà a bordo fra tutto l’equipaggio (fedele esecutore degli ordini che Athos Fraternale impartisce sotto l’abile regia di Todaro) porterà il Sommergibile Cappellini a scrivere le pagine più ardite della storia dei sommergibili di BETASOM.

Il primo gesto che li consacrerà eroi avviene la notte del 15 ottobre 1940 al largo dell’isola di Madera, dopo aver affondato il piroscafo belga Kabalo. In questa occasione il Comandante Todaro  diede ordine all’equipaggio di recuperare i 26 naufraghi della nave affondata. Per due giorni e due notti gli equipaggi del sommergibile Cappellini aiutarono i naufraghi a sopravvivere, prima dando rimorchio alla loro lancia danneggiata e successivamente prendendoli a bordo fino a condurli in salvo nell’isola di Santa Maria delle Azzorre. Il successivo 5 gennaio 1941, al largo delle isole Canarie il Cappellini cannoneggiò il piroscafo inglese Shakespeare e dopo averlo affondato, rimorchiò la lancia dei naufraghi sin presso le isole di Capo Verde.

L’esperienza accumulata da Athos Fraternale sul sommergibile Cappellini e soprattutto l’insegnamento e la stretta amicizia con Salvatore Todaro lo seguirà, forgerà e contraddistinguerà  per il resto della sua carriera.

Dopo queste esperienze il Comando di BETASOM gli affiderà il comando dei sommergibili Morosini (dove tra l’altro si guadagna una medaglia di Bronzo e una d’argento), Pisani e Settembrini (dove tra l’altro si guadagna una medaglia di bronzo), Giuliani, Finzi.

Viene fatto prigioniero dai tedeschi, dopo l’armistizio, ma rimase sempre fedele al suo giuramento e al Re. Imprigionato in un  lager in Polonia si ammalò di nefrite per le immani privazioni e per il freddo patito. Il destino lo aveva messo ancora a dura prova.

Terminata la guerra raggiunse a piedi, dopo aver percorso 3000 chilometri circa, la città di Firenze per riabbracciare la famiglia e i figli.

Tornerà più tardi in servizio attivo il 16 gennaio 1946 dopo essersi parzialmente ristabilito fisicamente.

Nella seconda parte della sua carriera assumerà incarichi di prestigio ma la malattia, mai debellata, lo farà salpare per l’ultima missione all’alba del 31 luglio 1963 a Roma, a soli 53 anni. Athos Fraternale ha consegnato ai posteri quel fulgido e raro esempio di attaccamento ai valori di allora e di sempre, a cui ogni militare obbedisce, e cioè “Patria e Onore”,  ed ha scritto una delle pagine più belle della storia della Marina Militare.

A Lui il 2 dicembre 2005 è stata intitolata la base navale di Ancona.

… questo articolo è dedicato a Rossana Tirincanti donna di straordinario carattere dotata di sentimenti profondi e immensa forza umana.

ONORIFICENZE

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE “SUL CAMPO” (SOMMERGIBILE CAPPELLINI)

“Ufficiale di sommergibile oceanico che in una lunga missione di guerra in Atlantico affondava 12500 tonnellate di naviglio armato nemico, coadiuvava con perizia e sereno ardimento il comandante, contribuendo efficacemente al successo della missione”.

(Oceano Atlantico, dicembre 1940 – gennaio 1941)

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE “SUL CAMPO” (SOMMERGIBILI CAPPELLINI E MOROSINI)

“Ufficiale in 2^ di sommergibile e successivamente comandante di sommergibile, partecipa a numerose missioni di guerra in acque contrastate dal nemico. Animato da elevato sentimento del dovere, ha dimostrato in ogni circostanza sereno coraggio e spirito combattivo”.

(Mediterraneo e Atlantico, 10 giugno 1940 – 9 giugno 1941)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE “SUL CAMPO” (SOMMERGIBILE MOROSINI)

“Comandante di sommergibile, in una lunga missione oceanica di guerra, attaccava con indomito aggressivo e sereno ardimento un convoglio nemico fortemente scortato riuscendo ad affrontare un piroscafo e un incrociatore ausiliario di grosso tonnellaggio. Fatto segno a violenta reazione di fuoco da parte delle unità di scorta, si disimpegnava con manovra pronta e decisa riuscendo ad eludere la caccia avversaria”.

(Oceano Atlantico, maggio – giugno 1941)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE “SUL CAMPO” (SOMMERGIBILE MOROSINI)

“Comandante di sommergibile oceanico, effettuava con sereno ardimento ed elevato spirito aggressivo una lunga missione di mercantili nemiche per complessive 22600 tonnellate di stazza. Confermava durante l’audace crociera preclari doti di coraggio e di perizia e superbe virtù militari”.

(Oceano Atlantico, 11 febbraio – 4 aprile 1942)

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE “SUL CAMPO” (SOMMERGIBILE PISANI E SETTEMBRINI)

“Comandante di sommergibile effettuava numerose missioni in acque contrastate dal nemico. Animato da elevato sentimento del dovere, ha dimostrato in ogni circostanza sereno coraggio e spirito combattivo”.

(Medditerraneo, 10 giugno 1941 – 11 luglio 1942)

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10 risposte a Athos Fraternale asso di BETASOM

  1. Lilly dice:

    Questo si che si può chiamare eroeeeeeeee, ma putroppo uomini come lui non ne nascono più

  2. Rossana Tirincanti dice:

    ….difficile trovare le parole per ringraziare l’amico Ezio , per la sua sensibilità e il suo affettuoso interesse nell’aver voluto scrivere con tanto amore e far conoscere ad altri , la vita di mio suocero Athos Fraternale , eroe sommergibilista nell’ultima guerra!
    E’ un ’emozione grande , quella che si prova
    nel rileggere fatti avvenuti tanti anni fà e che fanno parte della storia della Marina Italiana ,ricordati oggi con tanta calorosa dovizia di particolari da chi appartiene, come mio suocero a un arma che porta alto sui mari l’onore della Patria !!!
    Grazie Ezio …

  3. Per prima cosa, a Lui vada il mio saluto; a questo Grande Eroe della Ns vittoriosa Marina Militare. Piccoli Grandi uomini come Lui hanno scritto la storia e tracciato il Ns cammino. On ore a te carissimo Comandante Fraternale! Grazie ad Ezio carissimo amico per portare a conoscenza la storia di questo eroe, ed un grazie a te cara Rossana per l’amicizia e per avermi indicato quest’articolo. Mi sento ancor piu’ onorato di esserti amico. Io ricordo che in occasioni di viste a bordo, sono stato anche sul Morosini alla fine degli anni 60 perche avevo un amico a bordo, quindi sapere che Lui e’ stato il Comandante di detta Unita’ mi va venire i brividi mentre leggo e scrivo. Grazie…grazie mille!!!!

  4. fabio barbieri dice:

    IO sono figlio di Alberto,pilota di caccia, abbattuto nei cieli del nord africa fatto prigioniero ed inviato in campi di concentramento inglesi nepal ed india e li capocampo all’eta di 19 anni,e sono nipote di Alfredo,padre di Alberto, Comandante in 2″ della Citta di Milano che farà parte dell’avventura di Nobile e della Tenda Rossa,venuto per rigore in contrasto con Borghese e quindi carcerato,rifiuterà la liberazione ad opera dei partigiani,che lo manderanno comunque salvo poichè famoso per essere persona integerrima,e sono ancora nipote del fratello di lui Arturo, marinaio, unico sopravissuto in una casa matta di mitragliatrici a Casa Giannino, medaglia d’argento per aver sbaragliato da solo un contingente austriaco, e guardo e riguardo la fotografia di Athos Fraternale, e molti mi scusino, ma solo gurdando e riguardando quel volto mi sento orgoglioso di essere Italiano.Fabio Barbieri

  5. ezio dice:

    Carissimo e pregiatissimo Fabio,
    leggendo la sua mail debbo constatare che ho la certezza
    e l’orgoglio di non essere solo e fiero di essere Italiano.
    Molti eroi hanno dato e continuano a dare a questo Paese proprio come
    hanno fatto i suoi onorevolissimi Parenti.
    Mi piacerebbe Signor Barbieri che fosse direttamente Lei a raccontare e scrivere le gesta sul
    blog.
    Sono certo che altri amici sarebbero orgogliosi di questo.
    Colgo l’occasione per ringraziarla della bellissima mail e la stringo fortissimamente al mio cuore.
    Ezio Vinciguerra

  6. Marcello Fraternale dice:

    Da tempo era nostra intenzione di porre le basi per la stesura di un libro che riportasse le gesta del nostro illustre genitore l’Amm. Athos Fraternale. Tutto ebbe inizio circa due anni or sono quando a seguito di un contatto avuto con il giornalista della RAI Dott. Gianni Bisiach titolare della trasmissione “ UN MINUTO DI STORIA in onda su RAI1. Lo abbiamo contattato per avere al sua disponibilità a dedicare una puntata ad un episodio di guerra avvenuto tra la notte del 15 e 16 Marzo del 1942 , l’affondamento della motonave olandese da trasporto OSCILLA da parte del sommergibile oceanico “MOROSINI” comandato da nostro padre , avvenuto al largo delle coste americane. Il Dott. Gianni Bisiach non solo si dimostrò entusiasta della proposta ma la realizzò in breve tempo anche con l’aiuto di alcuni filmati dell’Istituto LUCE. In questa sede vogliamo rinnovare al Dott. Gianni Biasiach i nostri più sentiti ringraziamenti. Dopo questo primo brillante risultato, abbiamo voluto che episodi
    , foto di nostro padre e i giornali di bordo delle più importanti missioni del “MOROSINI” fossero inseriti anche in un sito webb dedicato alle gesta dei nostri sommergibilisti in Atlantico . L’occasione è stata colta nell’incontro avuto al Dipartimento M.M. dell’Adriatico ad Ancona con il CC Marco Mascellani titolare di un sito straordinario di nome “BETASOM”. Come tutti sanno Betasom era la base nei pressi di Bordeaux da dove i nostri RSMG partivano per le loro missioni di guerra in Atlantico. L’Ammiraglio di Squadra Paolo Pagnottella comandante del Dipartimento dell’Adriatico anche lui sommergibilista, ha voluto onorare la memoria di nostro padre anconetano,con una iniziativa straordinaria , intitolare la Base Militare di Ancona alla sua memoria. La solenne cerimonia è avvenuta il 2 Dicembre del 2005 davanti alle più alte cariche civili e militari , la targa è stata benedetta dal Vescovo di Ancona con una toccante cerimonia. Ci sia consentito di sottolineare che dopo la scoper
    ta della targa da parte della madrina Sign.ra Rosanna Del Giudice in Fraternale, l’Amm. Paolo Pagnottella ha commemorato la figura di nostro padre con un discorso di altissimo contenuto umano e patriottico .

    Non rimaneva a questo punto che tramandare alle future generazioni un libro a lui dedicato dal nome “ Un Uomo La Storia “ il Dartagnan dell’Oceano” L’autore di questo libro Sign. BIANCHI Gianni lo sta realizzando con la consueta passione illustrando nel migliore dei modi il materiale da noi laboriosamnte recuperato . Un sentito ringraziamento all’Amm. Paolo Pagnottella ora Presidente dell’Associazione Marinai d’Italia che ha voluto dare il suo prezioso contributo storico a quanto nel presente libro descritto. Nostro padre fu un marinaio straordinario che antepose sempre l’umanità alla crudeltà della guerra . Abbiamo un grande rimpianto .Data la giovane età che avevamo nel 1963 quando dopo atroci sofferenze pose la sua anima nelle mani di Nostro Signore non siamo stati capaci di avere da lui notizie e testimonianze che avrebbero arricchito il contenuto del libro a lui dedicato.

    Ciao papà
    Roberto Fraternale Marcello Fraternale

  7. salvatore esposito dice:

    salve sono nipote a gennaro esposito caduto col com. fraternale quello che conosco di mio zio e’ quello che mi raccontava mio padre e ne sono fiero ,onore e gloria ai caduti per la patria , ma sarebbe giusto per la cronaca menzionare anche i nomi di tutto l’equipaggio del MOROSINI che l’hanno accompagnato nell’ultimo viaggio.
    salvatore esposito

  8. salvatore esposito dice:

    errata corrige (non caduto ma navigato)

  9. Paolo Remia dice:

    Sono un appassionato velista, sottufficiale della M.M. e socio dell’Assonautica di Ancona, associazione culturale di emanazione della CCIAA di Ancona. Nel nostro programma culturale sono previsti incontri con i soci su tematiche legate al mare e alla marineria anconetana. Sarei onorato di organizzare un incontro per parlare dell’eroe anconetano Athos Fraternale, le cui imprese sono a molti sconosciute.
    Vi invio il mio n. Telefonico per poter parlare dell’organizzazione dell’evento per il prossimo inverno.
    Cordialità Paolo Remia 3358480463.

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