Anima infranta

Ho solcato mari
carico di sogni e di speranze,
voglia di andar lontano,
sempre più lontano,
oltre le colonne d’Ercole,
alla ricerca dell’infinito.
Sono disceso negli abissi,
ho ascoltato la voce delle sirene
e la mia anima si è persa
in quell’immenso.
Vorrei sentire ancora,
nelle notti tempestose,
le urla del vento ed il sale
accarezzare il mio viso.
Adesso sono qui…
non odo più la voce del mare
ne sento le urla del vento.
Solo la mia anima ferita
insegue i gabbiani nel cielo lontano
… oltre l’orizzonte.

…Ezio ti mando dei versi che scrissi qualche anno dopo il congedo.
Era il mio stato d’animo di allora è anche di oggi. (Roberto Cannia)

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